20 set 2010

TRE DOMANDE A... LORELLA ZANARDO

Il Corpo delle donne è un progetto in evoluzione nato dall'idea di Lorella Zanardo. Il punto di partenza è un video-documentario che presenta la rappresentazione della donna nella tv. Lo segue un blog, molto seguito e commentato e poi un libro edito da Feltrinelli un percorso mediatico particolare, ho fatto alcune domande sulla comunicazione 'al femminile', se così vogliamo definirla, a Lorella Zanardo. Ecco il risultato:

Un'idea, poi un blog e infine un libro. Il progetto "Il corpo delle donne" attraversa diversi media. Come si è svolto questo percorso? In maniera naturale? Il libro è stato un'esigenza?

E' stato casuale, in realtà. Il mio desiderio era di arrivare ai ragazzi italiani, di spiegare loro come il corpo della donna venisse rappresentato dalle televisioni italiane pubblica e privata. Volevamo denunciare come il corpo venisse trattato e quindi il mezzo che ci sembrò più appropriato, immediato e semplice fu il video. Arriva ad un numero alto di persone: i ragazzi primariamente guardano le immagini più che leggere le parole. Si è poi deciso di metterlo gratuitamente in rete. Le scelte sono state prese consapevolmente per arrivare a tutti, per inviare un messaggio in modo veramente democratiche. Abbiamo avuto coraggio a non volere un risvolto economico. Il libro è stato un'idea delle case editrici, che mi hanno chiamato e chiesto se volevo scriverlo. Ora continuiamo a portare in giro il nostro messaggio anche tramite le presentazioni del libro.

Ultimamente la stampa e le tv parlano molto di donne, ma si tratta della velina di turno o di escort: che cosa ne pensa?

E' vero che si è parlato molto nell'ultimo anno e mezzo di donne, ma solo di donne dello spettacolo, di veline, prostitute o escort. Ormai è tutto focalizzato li, ormai non mi ci arrabbio nemmeno più. A volte mi vien da ridere, è un paese davvero strano, come se le italiane fossero solo in mutande in televisione o a prostituirsi; ma quello che mi chiedo è dove sono le altre donne? Che sono la maggioranza poi. Il lavoro importantissimo da fare è innalzare il livello di consapevolezza, su questo tema, far riflettere sul concetto semplice: dove sono le altre donne?Diamo visibilità alle altre donne, anche se, chiaramente, non si è pronti a parlare di donne in un senso diverso da quello che vediamo. E' fondamentale dare visibilità alle altre donne, che esistono. Se parliamo di uomo pubblico, alla mente gli esempi sono infiniti, ma per la donna il pensiero corre alle veline, alle donne di tv e basta, scatenando la reazione che non esistano altri tipi di donne. Ma questo non è vero, è importantissimo creare le occasioni per parlare di altri tipi di donne. Se un fatto non è reso visibile, nella nostra società, non si sa che esista e non se ne interessa nessuno. Insomma dobbiamo portare alle scoperto le altre donne.

Per chi scrive o comunica più in generale rimane il dubbio di quanto sarà compreso o resterà nella mente di chi legge o ascolta. Pensa di aver raggiunto l'obiettivo fissato?

Si in parte credo di esserci riuscita. Per far passare il messaggio serve una comunicazione diversa. Ma rimane il fatto che per trent'anni la disinformazione ha fatto un disastro, ha creato ignoranza, io mi rendo conto che il 60% delle persone che mi segue era già sensibile al tema o comunque interessata all'argomento. Il 30/40% di persone che mi seguono stanno pian piano sensibilizzandosi. Il mio sarà un lungo lavoro, me ne rendo conto, in Italia i cambiamenti avvengono negli anni: sto lavorando giorno dopo giorno per innalzare il livello di consapevolezza che le donne dovrebbero avere della loro immagine. Non mi stancherò mai di ripetere mille volte le stesse cose, rispondere alle stesse domande, a volte nei dibattiti mi rendo conto che do per scontate cose che non lo sono per tutti, ma non è mai un problema ripartire dai fondamentali, rispiegare i concetti base. Lo stesso blog, all'inizio, non era compreso da tutti. Il mio è un lavoro di alfabetizzazione.

Altri dettagli e risposte si possono leggere a questo link di LiberamenteMagazine.

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