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1 dic 2010

WikiLeaks: chi appare e scompare in un attimo

Negli ultimi giorni WikiLeaks è stato attaccato dagli hacker per alcune ore. L'ultimo attacco, scattato ieri è stato di alta intensità e la conseguenza logica è ipotizzare che sia impossibile che sia stato generato da un singolo hacker. 
I sospetti guardano alle grosse organizzazioni che possono possedere un sistema: Botnet, indicato come possibile origine dell'attacco. Questo sistema prevede un insieme di computer precedentemente infettati, in grado di bombardare da diversi punti il sito da colpire. I soliti sospetti sono Cina e Pentagono.

Ma chiunque sia l'autore del fatto è necessario fare un riflessione ulteriore su tutto quello che rappresenta la rete o quello che crediamo rappresenti:  la certezza della libertà di informazione, di espressione garantita per chiunque abbia accesso ad un pc. Lasciamo da parte in questo caso quale sia la veridicità di quello che troviamo in internet ma concentriamoci sulla libertà di accesso da parte di chiunque.

Uno dei più grandi pregi della rete è la sua istantaneità, in pochi secondi, nella maggior parte dei casi, troviamo quello che cerchiamo, ma a ben guadare, la stessa instaneità può valere per quello che non vediamo più. Da un momento all'altro, per mano di qualcuno, abile, un sito può sparire nel nulla con tutte le sue informazioni.

Dobbiamo iniziare a temere che tutto sparisca da un secondo all'altro?
Scomparirà solo quello che è ritenuto pericoloso da qualche 'grande organizzazione'?

27 set 2010

I numeri dei giornalisti

3 giornalisti arrestati in Afghanistan, 2 ad opera delle Forze di assistenza per la sicurezza internazionale (Isaf), 1 dalle Autorità locali. Tutti accusati di essere in contatto con i Talebani. 
4 cronisti messicani dopo aver subito minacce di morte chiedono asilo politico negli USA. Sono il direttore di una stazione radio e giornalista a capom dell'associazione locale die giornaisti, un giornalista di Al Jazeera, già collaboratore dell'Associated Press e un corrispondente di Al Jazeera.
2 giornalisti marocchini, sono, invece, richiusi nel loro albergo nel sud dell'Algeria e sottoposti a lunghissimi interrogatori dalle Autorità Algerine. Sono giornalisti del settimanale Assahra Al Ousbouaia.
2 blogger detenuti in Iran rischiano la pena di morte per accuse totalmente infondate. 
Altri 2 blogger stanno scontando una pena di 24 e 30 mesi in Azerbajjan. Sono rinchiusi dal luglio 2009.
Si potrebbe continuare, secondo il barometro di Reporters sans Frontieres nel 2010, i giornalisti detenuti sono 157 e 112 i blogger.

Reporters sans frontières (Rsf) richiede ai responsabili l’immediato rilascio dei tre giornalisti, colpevoli di essere in contatto con i Talebani. “Vogliamo sottolineare che i giornalisti hanno il diritto di parlare con tutte le parti del conflitto – spiega l’organizzazione – e non devono essere arrestati perché fanno ciò. In tutti e tre i casi, giornalisti impegnati in province difficili sono stati trattati come pericolosi criminali”. Mentre scrivo apprendo, proprio dal sito di Rsf, che i giornalisti sono stati liberati su richiesta del presidente Hamid Karzai.

La Federazione internazionale dei giornalisti Ifj  a proposito dei due reporter richiusi in Algeria afferma:”Le autorità algerine devono rispettare il diritto alla libertà di movimento dei giornalisti nel paese – sostiene Younes Mjahed, vice presidente senior della Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) – Il trattamento dispensato ai nostri colleghi è inaccettabile. Costituisce una violazione alla libertà di stampa e mostra un atteggiamento repressivo con professionisti che stanno solo compiendo il proprio lavoro. Abbiamo fatto appello alle autorità in Algeria fin dal primo giorno in cui sono stati fermati affinché i nostri colleghi vengano rilasciati. Sfortunatamente, sono ancora sotto custodia e subiscono interrogatori ogni ora da parte di diversi ufficiali della polizia e militari. Questa situazione deve finire”.