Visualizzazione post con etichetta giornalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giornalismo. Mostra tutti i post

29 mar 2012

L'eterna questione

Leggendo questa riflessione di Guido Scorza , aldilà della vicenda giudiziaria, tre sono i punti su cui mi vorrei soffermare.

1.LA DOMANDA DA PORSI
2.STIAMO ESERCITANDO ABUSIVAMENTE LA PROFESSIONE?
3.LA TUTELA E SALVAGUARDIA DELLA PROFESSIONE

Confesso, leggendo, un po' di risentimento, per il non riconoscere la professione come tale, l'ho provato. Rimane fermissima, però, la convinzione che se chiunque è libero di esprimere un'opinione, raccontare un fatto a cui si assiste dal suo punto di vista, di pubblicare ciò che vuole, allora va riconosciuto che i fondamenti della professione giornalistica vanno conservati e ricercati.
Ripeto i fondamenti (ne indico qualcuno così per non perdere il vizio...funzione sociale, mediazione fra fonte e destinatario, ruolo di servizio, imparzialità, accuratezza, chiarezza...) vanno conservati, tutelati e ricercati. Ma il giornalista, se vogliamo metterla in termini di tesserini e riconoscimenti, ne deve aggiungere altri di 'tessere', deve darsi altri nomi - visto che ci piace così tanto sventolare titoli - ma deve soprattutto acquisire nuove competenze e vivere nel presente, nel cambiamento in corso.
E' ovvio che INNOVARSI, VEDERE COSE DIVERSE non significa NON fare giornalismo, non essere obbiettivi e non esercitare la libertà di stampa. Nel caso del giornalismo digitale, più che mai, ciò che non si conosce fa paura e viene giudicato a priori, come sbagliato.

25 feb 2012

Il potere dei 'Mi piace'

Ci sono testate online che basano la retribuzione dei loro collaboratori sui 'Like' che le notizie ricevono su Facebook. Perché?
Così parte la corsa a postare e ri-postare su FB una notizia, in modo che i 'mi piace' aumentino di ora in ora. Quale è il valore aggiunto che il media in questione guadagna con i like? Popolarità? Massima diffusione dei suoi contenuti, certamente. E poi? Quanti di quelli che apprezzano il link alla notizia, passano, poi, al sito web della testata?

6 feb 2012

'Cosette 'sul giornalismo

Leggo, oggi, che pare che il Governo stia dando forma ad un Agenda Digitale...per traghettare l'Italia nel mondo attuale. Wow!
Allora va fatto un ripasso su rapporto fra rete e giornalismo. Qui sotto un elenco di 'cosette' che rappresentano il mondo del giornalismo oggi e il suo non-rapporto con la rete.
Non sono scoperte eccezionali, le hanno già dette in tanti, ma guardandomi in torno mi viene il dubbio che non siano così ovvie per tutti. E soprattutto non credo lo siano per molti giornalisti.

1 feb 2012

...e il giornalismo scientifico?

Sono cresciuta con la convinzione che il giornalismo scientifico non fosse per tutti e così ho sempre pensato. Ma questo ha ancora senso nel 2012? l'informazione d'elite, passatemi il termine!
L'informazione scientifica si legge e pubblica su riviste specializzate, insomma non è per tutti, non tutti hanno gli strumenti per capirla. Anche questo che senso ha negli anni duemila? O meglio i curiosi a cui mancano gli strumenti scientifici non hanno diritto a capirci qualcosa?

19 gen 2012

Pubblicista a chi?Una riflessione personale

Vorrei premettere che quando leggete sotto è riflessione gustosamente spontanea e immediata. Non ho studiato a fondo i programmi veri o presunti del Governo sull'ODG e i pubblicisti. È una riflessione personalissima sullo stato in generale dei pubblicisti e dell'ordine.


Avete mai pensato perché tutto rimbalza su internet perché lenotizie son sbagliate e ricorrette? Perchè non si capisce più nulla? Beh, forse cambierebbe qualcosa se il mestiere di giornalista rimanesse in mano solo a chi ha un reddito dignitoso ( come lo stabiliamo cosa è dignitoso?) beh vedrete cosa leggerete da allora in poi ... Sapete quanti giornalisti sono assunti dalle testate e quanti sono i collaboratori esterni? 

18 dic 2011

Il nudo che fa notizia

Leggo oggi su Repubblica che è sparita un'attrice pachistana dopo aver posato nuda per una rivista. L'attrice era già stata contestata in passato. Il motivo per cui ne scrivo non è la motivazione politica o morale dell'azione, ma il fatto che sia stata trattata come una notizia. Che sia stata ripresa dai media. Non fraintendetemi, le sorti della donna mi preoccupano, ma qui ne scrivo a fini puramente giornalistici e polemici. In Italia lo stesso tipo di notizia non sarebbe nemmeno presa in considerazione e non certo per questioni morali... Le attrici sono 'costrette' a dichiarare che non faranno mai un calendario nude per poi farlo il mese dopo! Nel nostro paese dei balocchi la notizia è chi non fa foto senza veli. Qui scrivere di chi posa nuda è oserei dire banale.

12 dic 2011

La comunicazione politica #1

Ne avevo brevemente accennato in questo post, che la politica abbia un linguaggio proprio, non è certo cosa nuova. Quello che stupisce è il fatto che siano i linguaggi dei media a modificarsi in funzione dell'ultimo trend politico e mai il contrario.
Questo a scapito dell'informazione.

La comunicazione di Berlusconi ha distorto quella politica, ne ha distorto il lessico, le regole perfino la gestualità.  I dialoghi fra politici erano cambiati, prima ci si esprimeva uno alla volta, ora uno sull'altro. I talk show ci insegnano che non importa cosa si dice ma come lo dice, bisogna urlare più forte degli altri. Anche i numeri, i dati, così fondamentali per comprendere che accade,  vengono utilizzati a casaccio o peggio, inventati sul momento. Il problema sta nel fatto che nessuno, i media che dovrebbero farlo!, li verifica.

5 nov 2011

Interviste, giornalisti e bavaglio

L' Italia è l'unico paese in cui ogni giorno i quotidiani pubblicano interviste a politici. Sui quotidiani stranieri è un fatto raro, comunque poco utilizzato.
In Cina esiste un'agenzia che controlla radio, tv e cinema. Essa ha imposto di trasmettere ogni sera due ore di notizie approvate dal Governo ha, poi, annunciato nuovi vincoli e restrizioni per la versione cinese di Twitter.
In Italia, c'è il bavaglio all'informazione?

In Italia, al massimo, c'è chi volontariamente si fa imbavagliare. In Italia non sono, piuttosto, i giornalisti stessi a mettersi al servizio di qualche politico, a far da portavoce solo per suscitare polemica e conseguente interesse per la 'puntata' numero 2 della storia che non ci racconta nulla di nuovo?

25 ott 2011

Data Journalism: un e-book che se ne occupa












’Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, di Andrea Fama, è il secondo titolo della collana “e-book di giornalismo”, curata da Lsdi insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, casa editrice specializzata in libri elettronici.


Il lavoro sarà presentato il 27 ottobre, dopodomani, a Roma alle 10,30 presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

12 ott 2011

Twitter-consigli

Ci sono sparsi per la rete tantissimi consigli e strategie per usare twitter al meglio. Per accrescere il proprio business, per entrare in contatto con i giornalisti, per rafforzare la propria rete e così via. Spulciando fra le righe i buoni consigli si trovano sicuramente, ma ci sono anche banalità ripetute o idee per nulla produttive, o solo idee curiose.

A questo link l'ultimo di questi articoli che mi è capitato di leggere.

L'obbiettivo è catturare l'attenzione dei giornalisti. Aldilà delle banalità iniziali e di aluni consigli utili, ciò che mi ha colpito è il punto che suggerisce di ringraziare pubblicamente tramite un tweet un giornalista per aver partecipato ad un evento o perchè ha trattato la notizia promossa.
Ho dei dubbi che questo faccia piacere, d'accordo a noi giornalisti piace essere coccolati ma qui si finisce per passare da 'venduti'. Che ne pensate?

10 ott 2011

Due giorni per (?) il giornalismo a Firenze

Le penne con il logo, le cartelline lucide, dieci euro di buono pasto.... Questo, quanto viene consegnato non appena accreditati alla due giorni per la Carta di Firenze: Giornalismi e giornalisti per la dignità della professione. Una carta della deontologia sulla precarietà del lavoro giornalistico.

Non sono partita per Firenze, con delle grandi aspettative e non sono stata contraddetta. A fine della due giorni è stato approvato un testo che, secondo me, nulla di nuovo contiene e che, non ha disilluso le mie aspettative. Gli strumenti, per fare il nostro lavoro in modo corretto ed essendo pagati in modo dignitoso, già ci sono. Il problema è tutto italiano: non si utilizzano, non si mettono in pratica.

27 set 2011

Qualcosa sul giornalismo italiano...


Alla fine dello scorso anno, ho avuto l'occasione di conoscere Giuseppe Baldessarro, giornalista minacciato  dalla 'ndrangheta, scrive per 'Il quotidiano della Calabria'. Ecco domande e risposte che ci siamo scambiati dopo il nostro breve incontro.

Che cosa pensi del giornalismo italiano?

Non ho una buonissima opinione del giornalismo italiano, credo che il livello negli ultimi 20 anni si sia molto abbassato. Sono praticamente spariti i "cronisti di razza" ed il loro posto è stato preso da gente che attinge le informazioni attraverso google. Temo che si sia persa l'abitudine di andare alle fonti dirette, e si cercano informazioni tra fonti non controllate. Questo, evidentemente abbassa di molto la qualità del prodotto, ma quel che è più grave è che si crea smarrimento nei lettori. Ti faccio un esempio pratico: 

15 set 2011

Tutti a Firenze!

Segnalo l'evento per tutti i giornalisti a Firenze il 7 e 8 ottobre prossimi.
Giornalismi e giornalisti per la dignità della professione.

Ecco qui maggiori informazioni e dettagli.

A questo link il programma delle giornate.

Se qualcuno dalla Liguria intende andare, contattatemi.

14 giu 2011

FACEBOOK&Co E IL QUORUM, SOLO MERITO LORO?

Oggi sul Corriere della sera, un articolo di commento sul fattore Facebook e web e il tam tam che ha mosso gli italiani verso il referendum.

Ma un po' di merito non va anche a Berlusconi?



28 apr 2011

29 APRILE ORE 15: INCONTRO ANSO: GIORNALISMI E STATUS QUO

Domani, 29 aprile Anso (Associazione Nazionale Stampa Online) ha organizzato l'incontro dal titolo:
GIORNALISMI E STATUS QUO, COME SI VIVE IL CAMBIAMENTO IN REDAZIONE.

La professione giornalistica e le sue diverse declinazioni - carta stampata, giornalismo digitale e fenomeni come blog informativi e citizen journalism - sono fortemente influenzati dai mezzi che le notizie utilizzano per essere ricercate, trattate e diffuse.

Fra i partner e a moderare l'incontro LSDI.

L'incontro si svolgerà presso Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche - via Conservatorio, 7 Milano

26 apr 2011

L'APPELLO DI SKYTG24

CHIEDI IL CONFRONTO

1) Il confronto televisivo tra i leader esiste in tutti i paesi democratici

2) Il faccia a faccia consente ai cittadini di scegliere meglio chi li dovrà rappresentare

3) In Italia ancora non c’è una cultura del confronto diretto e non ci sono regole e format condivisi

4) I faccia a faccia tv, dovrebbero diventare consuetudine nel dibattito politico italiano

5) SkyTg24, da sempre per la più ampia libertà di scelta, mette a disposizione dei leaders italiani studi e professionalità

Qui sopra  l’appello della Direzione di Sky Tg24 per un confronto diretto e trasparente sulla politica. Per aderire basta andare a questo link.

Che tristezza che sia necessario un appello.
Ma non credo che la colpa sia solo dei politici che, ben più facilmente, preparano discorsi ad hoc da registrare, ma anchea situazioni come conferenze stampa che sono ridotte ad una semplice aula d'ascolto dove nessuno fa più domande. E poi c'è anche la colpa di chi non è interessato (o forse stufo?) di sentire un confronto, a meno che le voci non si calpestino l'una sull'altra senza che alcun messaggio sia chiaro. Confronto è proprio la parola che manca e che serve, al posto di urla o di discorsi preparati.

8 mar 2011

L'OTTO MARZO - solo 3 storie

storia n. 1:
Alcune donne dell'America Latina subiscono una tripla oppressione in quanto donne, povere e indigene e di colore. Ma hanno trovato un mezzo per far sentire la loro voce e amplificarla: la radio. Palrlano di cosa significhi essere donna, dei loro problemi, della situazione e di cosa si potrebbe e dovrebbe fare. Le loro lingue sono maya, garifuna e spagnola. Imparando ad utilizzare mixer e microfono lottano per la loro visibilità e  per la diffusione della consapevolezza. Si tratta di radio comunitarie, cioè emittenti autonome che si diffondono ovunque cercando di sfidare gli interessi delle multinazionali mediatiche e restituendo ad un mezzo come la radio il ruolo di servizio per la società. Queste donne aprono spazi di comunicazione, permettono dialogo, rafforzano la cultura dove non sarebbe arrivata e allo stesso tempo, proprio perchè la radio è fatta dalla voce arrivano anche a chi non sa scrivere o leggere. Vogliono fare della radio uno strumento per la comunità e il cambiamento sociale. Grazie a donne come queste si sta rompendo il silenzio a cui sono state da sempre condannate. Ecco quello che fanno:





Fonte: Voci Globali - La Stampa

storia  n. 2:
Si chiama Fawzia Koofi è il vice presidente della camera afghana, ha insegnato inglese, è laureata in legge, sposata poi vedova e madre. Rischia la vita ogni giorno, ha scritto un libro Lettere alle mie figlie "ho deciso di scrivere questo libro perchè rischiando costantemente  di essere uccisa voglio che le mie figlie sappiano per quale motivo ho accettato di correre questi rischi e soprattutto perchè sono disposta anche a lasciarle dopo che hanno già perso il padre". Il messaggio che Fawzia manda sta nella sua forza che non l'ha fatta mai piegare, che affronta ogni giorno difficoltà e vuole trasmettere il grande amore che ha per il popolo afghano.


Fonte: Il Fatto Quotidiano

storia n. 3:
Tawakkol Karman scende in piazza e urla in Yemen per la sua gente, perchè sia ascoltata dal presidente. E' una donna che protesta in uno dei paesi più conservatori del mondo arabo. E' madre di tre figli e presidente dell'Associazione Donne giornaliste senza catene e membro del principale partito di opposizione. Lo Yemen si muove sulla scia di Tunisia ed Egitto. Tawakkol afferma " ci sarà sangue lo sappiamo bene. Ma non abbiamo paura: è ora o mai. E' a volto scoperto, in un paese dove la maggior parte delle donne sono fantasmi avvolti da teli neri e guida una rivoluzione.


Sono solo tre delle infinite storie che animo la vita ogni giorno, vite vissute da DONNE.

11 feb 2011

WORLDPRESS PHOTO 2011

Ecco le foto che hanno vinto l'edizione 2011 del WORLDPRESS PHOTO: il link per vedere le immagini.
Le foto attraverseranno 45 paesi e quasi 100 città. Saranno ad aprile a Roma, a Milano a maggio e torneranno poi a novembre e dicembre a Lucca e Napoli.

10 feb 2011

comunicare per immagini


il titolo di apertura di chi chiaramente non parteggia per Silvio Berlusconi - La Repubblica


il titolo di apertura senza la 'sofferenza' fotografata di Berlusconi - Corriere della sera


didascalia per la foto il Premier mostra a ministri e fotografi il dente mancante a causa della statuetta lanciata a milano - La Repubblica


riporta le parole di Berlusconi che afferma di non potere mettere ancora a posto il dente aggiungendo che non avrebbe corso questo rischio se fosse rimasto privato - Corriere della Sera

Entrambe le testate affiancano la foto ad un Premier che si accanisce contro lo Stato