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12 dic 2011

La comunicazione politica #1

Ne avevo brevemente accennato in questo post, che la politica abbia un linguaggio proprio, non è certo cosa nuova. Quello che stupisce è il fatto che siano i linguaggi dei media a modificarsi in funzione dell'ultimo trend politico e mai il contrario.
Questo a scapito dell'informazione.

La comunicazione di Berlusconi ha distorto quella politica, ne ha distorto il lessico, le regole perfino la gestualità.  I dialoghi fra politici erano cambiati, prima ci si esprimeva uno alla volta, ora uno sull'altro. I talk show ci insegnano che non importa cosa si dice ma come lo dice, bisogna urlare più forte degli altri. Anche i numeri, i dati, così fondamentali per comprendere che accade,  vengono utilizzati a casaccio o peggio, inventati sul momento. Il problema sta nel fatto che nessuno, i media che dovrebbero farlo!, li verifica.

6 giu 2011

FB e IL REFERENDUM

Il vecchio passaparola si rinnova su Facebook. Non si tratta più di una chiacchierata fra amici o in famiglia, non si tratta più di leggere i quotidiani. E nemmeno di ricerca nel web. Ora il passaparola sul referendum passa da FB.

Ed ecco che fioriscono le pagine, i link da condividere con amici, colleghi, gruppi. La macchia d'olio si allarga ancora più facilmente, ogni condivisione di link ne produce sicuramente un'altra.
Sono stati creati persino dei loghi ad hoc. Persone note ci mettono la faccia. sembra quasi che l'Italia dei c......i che se ne frega della politica tutto d'un tratto si muova e partecipi alla democrazia... forse è la scia di Pisapia e De Magistris, forse siamo stufi davvero? Forse vogliamo mandare un messaggio all'Europa: gli italiani ci sono, pensano e votano!

Mi sorge spontanea un'altra domanda, quante persone sanno veramente cosa è contenuto nella domanda referendaria? quanti si muovono solo sulle indicazioni del quotidiano o del partito o del volto di cui si fidano? FB alimenta i non pensanti o  pensanti? 
A guardare Facebook si possono fare delle previsioni. 

Nel frattempo inizia la polemica politica. Qualunque sarà il risultato del voto non cambierà nulla. 
E poi spunta il fenomeno del numero, alcune testate inseriscono nei loro articoli il numero dei votanti necessari per validare il risultato: più di 25 milioni di elettori. Cosa nuova di questa edizione dei referendum che, a mio parere sembra più spaventare che invogliare. 
Ultima chicca il TG1 sbaglia (?) le date del voto... ma poi la rettifica.

7 feb 2011

LE DONNE DI DESTRA E DI SINISTRA

L'immancabile french manicure: segno distintivo. Le mani ben curate stringono, ben in vista, uno smartphone, ma non l'iphone che fa poco serio. I colori degli abiti sono quelli delle passerelle, abiti sobri ed eleganti che fanno solo immaginare, gli enormi seni gonfiati ad arte. L'espressione del viso è quasi sempre seria e apparentemente concentrata su qualche cosa (cosa?). Ecco come si presenta la maggior parte delle donne politiche della destra. Quelle con qualche anno in più si individuano solo perchè la loro espressione sul viso è ancora più dura e immobile grazie alla chirurgia plastica. E, a volte, anche perchè fanno gesti volgari al contrario delle colleghe più giovani. Nella comunicazione o urlano come aquile o tacciono, e quando lo fanno indossano quasi sempre occhiali da sole.

Poi la sinistra, ecco le donne della sinistra: capello naturale e grigio, nella maggior parte dei casi corto (si sa ad una certa età si sta meglio con taglio corto!) tailleur sobrio, troppo, di moda da 40 anni (ancora?), in colori melange (forse scegliere un tono deciso sarebbe troppo). Alcune urlano con voce rauca, altre parlano con tono pacato, troppo pacato... Hanno occhiali ma da vista non da sole.

Due immagini contrapposte non solo politicamente, che vedo tutti i giorni sui giornali e tv. Quale modello comunicativo è più efficace?