31 ott 2011
INFORMAZIONE. Può essere così difficile una cosa così semplice?
Perché è così difficile fare una cosa così semplice come descrivere un fatto e poi commentarlo?
25 ott 2010
EJC SUGGERISCE UN CODICE INTERNAZIONALE PER GIORNALISTI E BLOGGER
8 ott 2010
ACCADE IN TV
4 ott 2010
1 ott 2010
Nasce AIGOL: Associazione Italiana Giornali On Line
Sul sito una sezione News, dedicata alle notizie sui temi del web e dell'informazione giornalistica veicolata dalla rete.
27 set 2010
I numeri dei giornalisti
20 set 2010
TRE DOMANDE A... LORELLA ZANARDO
Un'idea, poi un blog e infine un libro. Il progetto "Il corpo delle donne" attraversa diversi media. Come si è svolto questo percorso? In maniera naturale? Il libro è stato un'esigenza?
E' stato casuale, in realtà. Il mio desiderio era di arrivare ai ragazzi italiani, di spiegare loro come il corpo della donna venisse rappresentato dalle televisioni italiane pubblica e privata. Volevamo denunciare come il corpo venisse trattato e quindi il mezzo che ci sembrò più appropriato, immediato e semplice fu il video. Arriva ad un numero alto di persone: i ragazzi primariamente guardano le immagini più che leggere le parole. Si è poi deciso di metterlo gratuitamente in rete. Le scelte sono state prese consapevolmente per arrivare a tutti, per inviare un messaggio in modo veramente democratiche. Abbiamo avuto coraggio a non volere un risvolto economico. Il libro è stato un'idea delle case editrici, che mi hanno chiamato e chiesto se volevo scriverlo. Ora continuiamo a portare in giro il nostro messaggio anche tramite le presentazioni del libro.
Ultimamente la stampa e le tv parlano molto di donne, ma si tratta della velina di turno o di escort: che cosa ne pensa?
E' vero che si è parlato molto nell'ultimo anno e mezzo di donne, ma solo di donne dello spettacolo, di veline, prostitute o escort. Ormai è tutto focalizzato li, ormai non mi ci arrabbio nemmeno più. A volte mi vien da ridere, è un paese davvero strano, come se le italiane fossero solo in mutande in televisione o a prostituirsi; ma quello che mi chiedo è dove sono le altre donne? Che sono la maggioranza poi. Il lavoro importantissimo da fare è innalzare il livello di consapevolezza, su questo tema, far riflettere sul concetto semplice: dove sono le altre donne?Diamo visibilità alle altre donne, anche se, chiaramente, non si è pronti a parlare di donne in un senso diverso da quello che vediamo. E' fondamentale dare visibilità alle altre donne, che esistono. Se parliamo di uomo pubblico, alla mente gli esempi sono infiniti, ma per la donna il pensiero corre alle veline, alle donne di tv e basta, scatenando la reazione che non esistano altri tipi di donne. Ma questo non è vero, è importantissimo creare le occasioni per parlare di altri tipi di donne. Se un fatto non è reso visibile, nella nostra società, non si sa che esista e non se ne interessa nessuno. Insomma dobbiamo portare alle scoperto le altre donne.
Per chi scrive o comunica più in generale rimane il dubbio di quanto sarà compreso o resterà nella mente di chi legge o ascolta. Pensa di aver raggiunto l'obiettivo fissato?
Si in parte credo di esserci riuscita. Per far passare il messaggio serve una comunicazione diversa. Ma rimane il fatto che per trent'anni la disinformazione ha fatto un disastro, ha creato ignoranza, io mi rendo conto che il 60% delle persone che mi segue era già sensibile al tema o comunque interessata all'argomento. Il 30/40% di persone che mi seguono stanno pian piano sensibilizzandosi. Il mio sarà un lungo lavoro, me ne rendo conto, in Italia i cambiamenti avvengono negli anni: sto lavorando giorno dopo giorno per innalzare il livello di consapevolezza che le donne dovrebbero avere della loro immagine. Non mi stancherò mai di ripetere mille volte le stesse cose, rispondere alle stesse domande, a volte nei dibattiti mi rendo conto che do per scontate cose che non lo sono per tutti, ma non è mai un problema ripartire dai fondamentali, rispiegare i concetti base. Lo stesso blog, all'inizio, non era compreso da tutti. Il mio è un lavoro di alfabetizzazione.
Altri dettagli e risposte si possono leggere a questo link di LiberamenteMagazine.
5 ago 2010
DDL- INTERCETTAZIONI slitta a settembre: le reazioni della stampa
Per l'ODG lo slittamento a settembre si può definire un primo successo e sul sito si legge che la guardia non va abbassata e bisogna prepararsi a nuove mobilitazioni.
27 lug 2010
WIKILEAKS: internet,le notizie e le guerre
Da leggere, nulla da aggiungere. Racconta tante cose del mondo dell'informazione e dei cambiamenti in corso, dei fatti.
14 lug 2010
ONU versus DDL INTERCETTAZIONI
6 lug 2010
Il nuovo destino di Le Monde
15 giu 2010
Digital Magazine
14 giu 2010
Il destino di Le Monde
Secondo alcune fonti, il prezzo da pagare per avere la quota di controllo del gruppo oscillerebbe tra gli 80 ed i 120 milioni di euro. Però forse il conto da pagare potrebbe essere più alto fino ai 200 milioni di euro.
Si attendono poi le offerte del gruppo editoriale Nouvel Observateur e della spagnola Prisa, già azionista al 15%. Il gruppo italiano L’Espresso ha invece annunciato, qualche giorno fa, la sua rinuncia.
5 giu 2010
Le Monde in vendita
L'unica soluzione per salvare il quotidiano sembra quella di far entrare nuovi azionisti nella società. Fra chi sta valutando l'entrata sembra esserci anche il Gruppo editoriale l'Espresso. Fra gli altri possibili azionisti: il gruppo svizzerto Ringier (pubblica il quotidiano di Ginevra e Le Temps), la società editrice spagnola Prisa (El Pais) e un trio di imprenditori: Pierre Bergé, Xavier Niel (fondatore del provider Free) e infine il finanziere Matthieu Pigasse.
Rimane cosa certa che l'arrivo di nuovi soci muterà la governance della storica società editrice. Dalla sua fondazione, infatti, Le Monde è sempre stato controllato dai giornalisti, che hanno, ancora per poco, la maggioranza delle quote. Questa posizione non potrà, però essere mantenuta, dopo l'aumento di capitale necessario.
1 giu 2010
FREEDOM OF THE PRESS ACT
8 mag 2010
Newsweek magazine in vendita
26 apr 2010
Wall Street Journal di Murdoch contro New York Times
Rupert Murdoch lancia un inserto sulla cronaca cittadina di New York sul Wall Street Journal.
Tre anni fa Murdoch voleva acquistare il New York Times, ma fu costretto ad accontentarsi di comprare il Wall Street Journal. Ora il magnate sta utilizzando le risorse, considerevoli, del suo impero mediatico per tentare di affondare il quotidiano. La sfida si combatte a colpi di investimenti pubblicitari ribassati e alla copertura della cronaca dei fatti della città di New York.
Il WSJ sta spendendo 15 milioni di dollari in un inserto dedicato alla cronaca quotidiana della città, promettendo una copertura dettagliata e profonda degli eventi della politica newyorkese e della vita in città. Il tentativo è quello di portare lettori e guadagno lontano dal suo rivale immerso in un grosso debito fino a farlo crollare.
“E’ una strategia diretta al NYT, intenzionata a mettere in imbarazzo il quotidiano e prosciugare il Times” questo è quanto ha affermato al New York Magazine, il responsabile del giornale, riguardo alla direzione del giornale nella prima parte di quest’anno. ”L’idea del NYT come una nave che affonda è qualcosa con cui loro fantasticano la notte”.
Il mese scorso Murdoch ha deriso pubblicamente il giornalismo del NYT. Egli ha accusato il NYT di sovraesporre la sua città, dopo aver limitato la copertura locale appena i suoi problemi finanziari si sono intensificati.
“ Crediamo che con la sua corsa ai prezzi del giornalismo e alla conferma della reputazione nazionale , l’edizione giornaliera della cronaca cittadina (New York Daily), abbia essenzialmente smesso di dedicarsi alla cronaca di New York, alla quale una volta si dedicava maggiormente” ha detto Murdoch.
Il WSJ sta pianificando 10 pagine di copertura quotidiana della cronaca di NY e ha reclutato 35 reporter per la nuova sezione di cronaca metropolitana, includendo alcuni provenienti dal defunto New York Sun.
In una mossa per colpire il suo rivale proprio dove sembra più vulnerabile, il WSJ ha inoltre tagliato le tariffe pubblicitarie all’improvviso.
Il NYT, che gestisce un debito di 650 milioni di dollari, ha risposto con una campagna che vuole affermare che possiede due volte i professionisti del business della città rispetto al Journal.
Il direttivo del NYT, affermato ciò, ha ricevuto assicurazione da compagnie di rilievo che pur investono nelle pagine del WSJ, non si tireranno indietro nei confronti del quotidiano. Il giornale ha anche aggiunto che non si tratta di una guerra di prezzi.
Murdoch ha già cercato di diffondere l’appello del WSJ oltre la comunità finanziaria attraverso una forte copertura politica e nazionale. Il giornale è stato osannato per essere arguto e pungente nei suoi resoconti.
Ma la critica dice che, il WSJ sta comunque soffrendo la classica esperienza di appartenere a Murdoch, cosi come la stridente visione della destra, che ha a lungo dominato le pagine d’opinione, inorridisce alle notizie, particolarmente riguardo alle pubblicazioni riguardanti le riforme sanitarie del presidente Obama.
Tuttavia la battaglia immediata è focalizzata su New York, l’assalto appare finalizzato allo stabilire l’eccellenza del Journal come quotidiano nazionale.
Ha recentemente sorpassato l’Usa Today diventando il più venduto dei quotidiani nel paese, con una diffusione di due milioni al giorno, un poco più che due volte il NYT. Comunque il Times rimane dominante nel coprire la cronaca di New York.